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Abilitazione alla redazione del documento di valutazione archeologica nel progetto preliminare di opera pubblica

Apr 22, 2016   //   by Luciano   //   Blog  //  No Comments

Lo Studio Tecnico Luciano Pugliese e’ iscritto nell’elenco degli operatori abilitati alla redazione del documento di valutazione archeologica nel progetto preliminare di opera pubblica

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IL MEDIOEVO ALL” IMPROVVISO

Ago 5, 2014   //   by Luciano   //   Blog  //  No Comments

Di feste a tema medievale oramai ne è piena la penisola. Organizzazioni e comitive di rievocazione storica oramai sono una realtà che ha portato all’istituzione di fiere campionarie dedicate al merchandising di oggettistica, vestiario e orpelli da parata.

Tutto ciò sta a significare che esiste un importante interesse intorno all’argomento, culturale ed economico e si può riassumere in un concetto virtuoso formato da gente che si diverte, impara e crea comunità.

Questa è stata la nostra sensazione visitando per il secondo fine settimana la festa medievale di Monteriggioni in provincia di Siena. Andando però a scavare nelle pieghe di quella che a prima vista può sembrare una mega sagra in costume della “bella Italia” abbiamo però scoperto delle particolarità che ci sono veramente piaciute, prima su tutte quella della divulgazione del sapere storico raccontato attraverso persone che hanno vestito i panni di uomini vissuti nei secoli del medioevo.

Già, per noi che il medioevo lo abbiamo scelto per mestiere e che siamo un po navigati rispetto alle sole rappresentazioni stereotipate di un periodo fatto per lo più di cavalieri templari, streghe, mangiatori di fuoco, tamburini o maschere sui trampoli, a Monteriggioni abbiamo incontrato anche un’altra faccia del racconto della storia rivissuta: la vita quotidiana, quella reale.

Con la parola “Medioevo” si va ad indicare, secondo le convenzioni, un periodo di circa mille anni che va dalla caduta dell’impero romano alla scoperta delle Americhe, un periodo in cui stili di vita, cibi, professioni, regnanti, contadini ed artigiani hanno trasformato saperi e azioni di generazioni e di comunità. Queste storie sono difficili da raccontare, perché sono storie che dovrebbero essere ben decifrate e messe al loro posto proprio come si fa in una libreria con indice cronologico. Bisognerebbe saper ben distinguere le singole tipologie di azione e di soggetto rispetto al contesto storico-diacronico.

A Monteriggioni tutto questo lo hanno raccontato con le “bolle temporali” (di cui avevamo già parlato in una nostra intervista al Prof. Marco Valenti). Dalla programmazione alla pratica ed ecco sul campo le rappresentazioni dei longobardi che ci hanno portato a rivivere le vicende delle migrazioni e delle influenze reciproche avvenute negli usi e nei costumi tra germani e latini ma con un forte senso di appartenenza culturale delle singole popolazioni, così come dimostrato ad esempio nel rito della sepoltura di un arimanno magistralmente rappresentato.

Un balzo da una bolla temporale all’altra ed eccoci immersi nella zona artigianale del XIII secolo dove falegnami, fabbri, conciatori, tintori, erboristi e panettieri prendono vita nelle loro arti fedelmente rappresentate o come i combattimenti a impatto totale dove la “finzione” è data solo dalle spade non affilate, ma tutto il resto e fatto di colpi inferti con forza per vincere il torneo.

Novità di questo fine settimana è stato l’arrivo sul campo della compagnia dell’Aquila Bianca, un accampamento di XIV-XV secolo composto da fanti, dame, popolane e cavalieri con armature luccicanti. Questi ultimi sono stati protagonisti di giostre equestri e tornei con lancia che ha lasciato anche qualche ammaccatura sulle corazze dei giocatori. Veramente avvincente.

In questo, come in tutta la parte rievocativa, possiamo dire che la direzione scientifica della festa ha colto nel segno, il Prof. Marco Valenti e la sua équipe non sono certo nuovi a queste organizzazioni e la loro grande esperienza di livello europeo ha sempre coniugato la ricerca di alto livello scientifico con la divulgazione di altissima qualità.

Monteriggioni è un paese con architetture storiche ottimamente conservate e dove l’opera dell’uomo è stata parsimoniosa e rispettosa della propria storia ed è proprio per questo motivo che è stato bello vedere la continuità di questa prassi concretizzarsi anche dal rispetto di chi, nel rappresentare un contesto storico, rivaluta e valorizza il lavoro di tanti operatori del settore come archeologi, storici, artigiani e professionisti che per scelta di vita vanno e vengono da una bolla temporale e di questa ne hanno fatto la propria casa e che, come dei bravi padroni di casa, accolgono e ospitano chiunque voglia assaporare una fetta di storia.

Luciano Pugliese

Acune note di presentazione del blog ArcheologiaMedievale.it

Gen 15, 2014   //   by Luciano   //   Blog  //  No Comments

E’ difficile far capire l’archeologia. E’ un concetto talmente onnicomprensivo e variegato che difficilmente può essere incanalato in un’unica direzione di conversazione. A mio avviso, in questo risiede proprio la bellezza, il fascino di una disciplina che per forza di cose ha bisogno di molteplici competenze e di confronto.
A questo scopo il web 2.0 è riuscito a dare un supporto oramai indispensabile nello scambio e distribuzione aperta dei dati in una variegata tipologia di piattaforme, blog e portali provenienti dalle più disparate fonti come quelle universitarie, professionali o associative.
Noi abbiamo però riscontrato una forte dispersione di risorse nel seguire informazioni e spot che parlano di presunta archeologia ma che archeologia non è. Mi spiego meglio: quando la richiesta di informazioni si allarga ad un pubblico sempre maggiore (questo è senza dubbio lo scopo) bisogna fare i conti con altre molteplicità di conoscenze ed inclinazioni cognitive (spesso fuorvianti) del concetto di archeologia. Nel nostro caso parlando di archeologia medievale ci dobbiamo quotidianamente scontrare con l’immaginario collettivo oramai attribuito a questo periodo: cavalieri templari, spade nelle rocce, draghi e principesse prigioniere in torri di un qualche castello. Il problema sta proprio in questo travisamento di quello che può essere inteso come dato archeologico derivante da contesti medievali. Io credo che la spettacolarizzazione o la notizia sensazionale, ad esempio, del ritrovamento di sepolture con rituali alquanto macabri che vengono immediatamente riferiti a famelici vampiri o ad atti punitivi per sconfiggere chissà quale stregoneria, fanno male a chi, come nella stragrande maggioranza dei casi, porta alla luce livelli di vita quotidiani che non hanno nulla a che fare con tutto ciò e che cercano di evidenziare la quotidianità di un passato che ha la prerogativa di restituire semplicemente dinamiche insediative e nel migliore dei casi contribuire all’interpretazione e alla scrittura di pagine di storia.
Cosa ce ne facciamo di una ennesima leggenda ipotizzata quando non abbiamo ancora notizie certe, ad esempio, su cosa sia successo tra la caduta dell’impero romano e l’arrivo dei carolingi in Italia? Proprio in un lasso di tempo dove le fonti storiche risultano scarse e spesso inaffidabili (cosa che succede anche in momenti storici dove la produzione di scritti e cospicua).
Ecco, è a questo punto che il lavoro degli archeologi risulta fondamentale per la comprensione degli accadimenti e delle dinamiche insediative in modo tale da confrontare il dato materiale con le parole scritte che spesso sono frutto di interpretazioni soggettive dei singoli autori, nella stragrande maggioranza dei casi facenti parte di fazioni politicamente schierate.
Con questo spirito e con queste inamovibili convinzioni il blog di archeologiamedievale.it porta e porterà avanti la divulgazione di notizie derivanti dal quotidiano e faticoso lavoro di operatori sul campo, ricercatori e studiosi che della scientificità del dato e della onestà intellettuale cercano di onorare la loro qualifica di professionisti.

Luciano Pugliese

IrAAhl, Detecting and interpreting landscape tranformations

Ott 9, 2013   //   by Luciano   //   Blog  //  No Comments

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Dal 22 al 27 settembre si è svolta la summer school IrAAhl, Detecting and interpreting landscape tranformationsorganizzata dal dipartimento di Archeologia medievale dell’Università di Padova. Il LIDAR, il multi e l’iper-spettrale insieme alle metodologie applicative per comprendere le dinamiche insediative ed evolutive del paesaggio storico, sono stati il filo conduttore delle giornate. La traccia di tutto il percorso formativo e di discussione ha avuto genesi dall’insegnamento di G.P. Brogiolo sulle dinamiche dell’archeologia della complessità ovvero dall’interpretazione delle dinamiche sociali, economiche ed evolutive dei nuclei insediativi antropici e delle loro relazioni, lette ed interpretate in base ai rinvenimenti archeologici e approfondite dalle deduzioni prodotte sul territorio con l’ausilio di tecnologie informatiche avanzate.

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Importanti contributi sono arrivati da studiosi da tutta Europa. Dall’inghilterra A. Reynolds ha parlato del paesaggio storico degli Anglo-Sassoni, S. Crutchley dell’English Heritage ha analizzato il territorio della Gran Bretagna con l’ausilio di tecnologie specifiche preposte all’analisi di cartografie numeriche acquisite tramite LIDAR e foto satellitari. D. Powlesland ha analizzato per 35 anni la valle del Pickering portando alla luce siti delle più variegate diacronie che hanno permesso di arrivare ad uno spaccato evolutivo degli insediamenti della valle. C. Citter ha contemplato le interpretazioni dell’archeologia dei paesaggi con casistiche di indagini territoriali effettuate nei diversi Continenti.
Il contributo di J. M. Martin Civantos dell’Università di Granada ha voluto sottolineare l’importanza della risorsa agricola e della gestione delle acque che sapientemente si è tramandata nel tempo e che ha avuto evidenze nette anche nella documentazione archeologica, ma che oggi rischia di essere compromessa definitivamente. Sulla stessa linea di indagine ma in contesti differenti è l’indagine presentata da S. Burri che ha indagato l’archeologia dell’incolto mostrando quali e quante risorse si sono rivelate importanti nel medioevo come quelle derivanti dalle foreste, dallo sfruttamento del legname alla produzione del carbone.

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Nell’abito delle tecnologie applicate i contributi di A. De Guio, G. Fiorentino, Y. Devos e C. Nicosia hanno sottolineato l’importanza della ricerca nell’ambito delle interpretazioni tematiche e specifiche volte alla comprensione delle dinamiche del paesaggio. R. Langohr ha tenuto una lezione molto interessante sulla formazione ed interpretazione dei suoli nel contesto geologico e geoarcheologico.
Gli iscritti alla scuola hanno avuto modo di presentare i propri keynotes sugli studi svolti in modo da potersi confrontare con colleghi e docenti.
Alle lectures si sono affiancate due mattinate di laboratorio coordinate da M. Nebbia sulle elaborazioni in ambiente GIS delle immagini LIDAR, volte all’individuazione di record archeologici. Le visite ai siti archeologici dei Colli Euganei e la loro splendida cornice paesaggistica sono state il tocco finale di un’esperienza molto interessante che ha avuto anche il merito di aver creato una rete di contatti internazionali, forza vitale della disciplina e dell’interscambio di conoscenze eKnow-how. La summer school è stata diretta da A. Chavarria Arnau con la collaborazione di J. Sarabia. L’auspicio è che questa esperienza possa essere ripetuta per dare possibilità, a chi ne fosse interessato, di un approfondimento con interlocutori di alto spessore e allo stesso tempo di grande disponibilità al confronto.

Luciano Pugliese

Biddas: Storia di un abbandono

Lug 24, 2013   //   by Luciano   //   Blog  //  No Comments

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Sono molto contento che il premio intitolato a Riccardo Francovich bandito dalla SAMI (Società degli Archeologi Medievisti Italiani) sia andato a Biddas, museo dei villaggi abbandonati della Sardegna. Sono contento perché quel museo comprende in se tutte le tematiche che al momento mi stanno appassionando: emigrazione, precarietà, archeologia e valorizzazione. Sono conscio che questi quattro temi avrebbero bisogno di singoli approfondimenti data la loro complessità e particolare attualità, ma credo che un esempio dica molto di più di mille parole. In special modo quando questo esempio le contempla tutte.

Il problema dello spopolamento dei villaggi interni, delle dorsali, è oramai da tempo studiato e analizzato. Percorsi ciclici di emigrazione hanno sancito quali siano stati nel tempo i vincitori e i vinti in una guerra fatta di sopravvivenza e precarietà.

L’idea portata avanti da Marco Milanese (direttore del museo Biddas) è stata proprio quella di raccontare, con un viaggio a ritroso nel tempo, quella che è stata l’evoluzione/involuzione che parte (o arriva) al villaggio medievale di Geridu fino al contemporaneo. “Biddas discute il caso sardo ma non risparmia confronti con situazioni geograficamente distanti e provocatori riferimenti contemporanei” così è scritto nell’invito all’inaugurazione.
Questo è un illuminato esempio di “Umanesimo delle montagne” e come dice il mio quasi compaesano Franco Arminio “la forza è nei margini, nei luoghi appartati”.

Diversi e più blasonati esempi concorrevano con il museo Biddas al premio, esperienze che hanno fatto la storia della musealizzazione medievale italiana e che rimangono degli ottimi punti di riferimento della categoria, ma la novità che apprezzo fortemente è proprio quella del racconto della marginalità, del dimenticato, che può e deve diventare futuro, lontano e non schiavo del concetto di quantità. E’ difficile avere il senso della riuscita di un progetto museale facendo ricorso al metro di giudizio espresso dalla neo sottosegretaria ai BBCC Ilaria Borletti Buitoni che, nella sua intervista a L’Espresso, lamentava il fatto che su 420 luoghi museali solo tre hanno un ristorante e solo 13 una caffetteria. Non credo che possano essere questi i parametri di riferimento della buona riuscita di un progetto e/o della sua gestione.
La scommessa vinta sta dalla parte di amministrazioni che puntano sulla loro diversità, sul loro carattere e sulla loro storia di comunità che credo sia il bene più prezioso da comunicare in un mondo di appiattimento culturale generale.

Non serve costruire strabilianti architetture o inventarsi esposizioni roteanti e astratte al fine di attirare avventori occasionali, spesso basta raccontare il risultato del proprio lavoro con umiltà e sincerità, senza tralasciare il rigore scientifico e al contempo dare giusta luce e dignità al percorso di ricerca, in altre parole avere a cuore l’unica ragione che porta ad un installazione museale: la divulgazione comprensibile della storia di un territorio, dei suoi paesaggi e delle genti che vi hanno vissuto.

Luciano Pugliese

http://raccontiviandanti.wordpress.com/2013/07/24/biddas-storia-di-un-abbandono/

Il portale della memoria dell’Alto Garda

Mag 17, 2013   //   by Luciano   //   Blog, Lavori  //  No Comments

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Il progetto ‘Memorie di tutti” ha come finalità di attivare ricerche e interessi intorno all’apporto di conoscenze e contributo che è costituito dalla memoria, individuale e collettiva.
Strumento straordinario di raccolta di informazioni su aspetti spesso trascurati dalla documentazione ufficiale, la memoria costituisce una fonte che spesso perfeziona e completa le analisi degli specialisti e che permette di realizzare un’operazione condivisa di costruzione della storia del secondo Novecento.

E’ indubbio infatti che il passaggio dal secondo Dopoguerra alle più floride condizioni degli anni del boom economico costituisce un momento affascinante nella storia non solo locale, dato che fu proprio allora che dal confronto con un sistema economico e sociale distrutto dagli eventi bellici si dovette riprendere la vita normale delle relazioni.
In particolare, l’interesse del MAG Progetto Museo dell’Alto Garda per il territorio permette di concentrare l’attenzione delle ricerche intorno ai luoghi per coglierne immagini di modi antichi di interagire socialmente e con lo spazio.
La realizzazione di uno schedario informatico pensato per poter essere consultato da scuole e da studiosi è uno stimolo alla ricerca e alla conoscenza di questi aspetti così importanti e spesso sconosciuti di un territorio che ha conosciuto notevoli e repentini cambiamenti.

Stato dei lavori ad oggi
Il tema dei luoghi del lavoro è stato oggetto delle attenzioni della Associazione Mnemoteca del Basso Sarca, che a partire dalla pubblicazione La fabbrica, il lavoro e la memoria : l’industria ad Arco raccontata dagli operai : 1930-2007, a cura di Tiziana Calzà (edizione Fondazione Museo storico del Trentino, 2008), ha raccolto una serie di dati di interviste sulla fabbrica Caproni di Arco. Le interviste, integrate da altre informazioni raccolte e da nuove ricerche relative alla falegnameria Zontini di Riva del Garda, ora dismessa, sono state catalogate e inserite in un archivio informatizzato.

Il tema dei rifugi antiaerei, affrontato con la realizzazione di una pubblicazione curata da Paola Maroni e Valentina Zanoni, sarà il prossimo oggetto di catalogazione, che unirà i risultati delle richerche d’archivio con le interviste raccolte sul tema.
Ultimo capitolo previsto riguarda la Resistenza e gli anni del secondo conflitto, dei quali saranno catalogate le interviste raccolte dagli esperti della Fondazione Museo storico del Trentino, in collaborazione con il Museo di Riva del Garda.

 

Referente del progetto
Monica Ronchini
Museo Riva del Garda

Raccolta dati
Ass. Mnemoteca del BassoSarca

Elaborazione database
Studio tecnico Luciano Pugliese

In collaborazione con
Fondazione Museo Storico del Trentino

LE NEW TECHNOLOGIES E LA DIVULGAZIONE DELLE RICERCHE

Mag 13, 2013   //   by Luciano   //   Blog  //  No Comments

LE NEW TECHNOLOGIES E LA DIVULGAZIONE DELLE RICERCHE 

Dott. Luciano Pugliese (Dottorato in Archeologia Medievale, Università dell’Aquila)

“L’archeologia virtuale: esperienze e problematiche”

Seminari della cattedra di Archeologia Medievale dell’Università dell’Aquila

Mag 3, 2013   //   by Luciano   //   Blog  //  No Comments

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Lunedì 22 Aprile 2013 

LE NEW TECHNOLOGIES E LA DIVULGAZIONE DELLE RICERCHE 

15:00 – Prof. Fabio Redi (Università degli Studi dell’Aquila)
Apertura dei lavori

15:15 – Prof. Marco Valenti, Dott. Stefano Bertoldi (Università degli Studi di Siena)
“La realtà aumentata e la divulgazione del dato archeologico”

16:15 – Pausa caffè

16:30 – Dott. Luciano Pugliese (Dottorato in Archeologia Medievale, Università dell’Aquila)
“L’archeologia virtuale: esperienze e problematiche”

17:00 – Dott.ssa Elena Candigliota Dott. Francesco Immordino (Agenzia Nazionale ENEA)
“Droni e telerilevamento: esempi e app

Università dell’Aquila dipartimento di Scienze Umane – AULA 1 D

Martedì 23 Aprile 2013

L’ARCHEOLOGIA DEGLI INSEDIAMENTI

09:00 – Prof. Fabio Redi (Università degli Studi dell’Aquila)
Apertura dei lavori

09:30 – Prof. Marco Valenti (Università degli Studi di Siena)
“Villaggi altomedievali nelle campagne toscane: il caso di Miranduolo”

11:00 Pausa caffè

11:20 – Roberto Montagnetti “La Valle del Tevere nel comprensorio amerino in epoca medievale. Studio delle trasformazioni del territorio e degli insediamenti dall’epoca tardoantica a quella tardomedievale – Strategia della ricerca
11:40 – Paolo Rosati “Il Regesto Sublacense: dati preliminari e prospettive di ricerca”
12:00 – Siegfried Vona “I manufatti metallici nel Montefeltro e ducato di Urbino (secoli XII-XVI): contesti di studio e metodologia d’intervento”
12:20 – Valentina Basile “Per una topografia medievale del versante teramano del parco nazionale Gran Sasso Monti della Laga”
12:40 – Chiara Dionisi “Insediamenti fortificati medievali del confine settentrionale e occidentale del Regno di Napoli: il Cicolano”.
13:00 – Pausa Pranzo
15:00 – Emilia Gallo “Le trasformazioni e la cristianizzazione dei centri urbani e rurali della Lusitania centrale durante la tarda antichità e l’altomedioevo: il caso di Ammaia”
15:20 – Francesca Savini “Linee di ricerca e primi risultati dei cimiteri medievali del territorio aquilano”
15:40 – Alessia de Iure “L’Abruzzo interno tra tarda antichità e altomedioevo: elementi di continuità e trasformazione”
16:00 – Enrico Siena “La ceramica tardoantica e altomedievale nell’aquilano: nuovi dati dal territorio”
16:20 – Erika Ciammetti “Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei: l’archeozoologia e lo status sociale degli abitanti del territorio aquilano nel Medioevo”
16:40 – Tania Di Pietro “Per un’archeologia del consumo in Abruzzo. Economia e società in territorio aquilano nel Medioevo attraverso i corredi metallici e vitrei”
17:00 – Luigina Meloni “La ceramica priva di rivestimento e la maiolica arcaica in territorio aquilano: due produzioni a confronto fra XIII e XIV secolo”
17:20 – Gianluca Santangelo “La pianura pestana tra tarda antichità e medioevo: da Paestum a Capaccio. Nuovi dati da vecchi studi”
18:00 – Discussione e chiusura lavori

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E’ online il sito web di San Martino ai Campi

Feb 4, 2013   //   by Luciano   //   Blog  //  No Comments

E’ online il sito web dell’area archeologica di San Martino ai Campi

vai al sito

Presentazione dei lavori – Monte San Martino ai campi

Gen 8, 2013   //   by Luciano   //   Blog  //  No Comments

Interventi:

Monte San Martino: il grande interrogativo – Una storia da riscrivere alla luce delle scoperte della campagna del 2011
Nicoletta Pisu, Ufficio Beni archeologici Provincia autonoma di Trento Giovanni Bellosi, Achillina Granata, ArcheoGeo

Archeologia virtuale a Monte San Martino
Luciano Pugliese

venerdì 11 gennaio 2013, ore 20.30 – Sala Sociale don Luigi Baroldi – Pranzo di Tenno

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