Il progetto di valorizzazione del Tempio di Giove Lustrale nasce con l’obiettivo di restituire leggibilità e centralità a uno dei monumenti archeologici di età romana conservati nel tessuto urbano di Verona.
I resti del podio del tempio, rinvenuti negli anni Trenta del Novecento durante le demolizioni per la realizzazione di via Armando Diaz, costituiscono una testimonianza significativa dell’architettura religiosa della città romana. Originariamente collocato nell’area dell’attuale via Diaz e successivamente trasferito nei Giardini di via Torbido, il monumento rappresenta un importante frammento della storia urbana veronese.
Il tempio, databile all’età imperiale romana (I secolo d.C.), era un edificio di tipo tetrastilo pseudoperiptero, caratterizzato da una facciata con quattro colonne e da semicolonne addossate ai muri della cella. La struttura poggiava su un alto podio con scalinata monumentale e un altare antistante, secondo i modelli dell’architettura sacra romana.


Nel corso dei secoli il monumento subì profonde trasformazioni: durante il Medioevo venne inglobato nelle fondazioni della chiesa romanica di San Michele alla Porta, successivamente demolita nel Novecento nell’ambito delle trasformazioni urbanistiche della città.
Il progetto di valorizzazione prevede la realizzazione di un percorso di conoscenza attraverso pannelli didattici bilingue, apparati grafici e ricostruzioni tridimensionali capaci di restituire l’aspetto originario del tempio e il suo rapporto con il paesaggio urbano antico.
L’intervento sarà completato da un sistema di illuminazione architettonica a basso consumo energetico, studiato per evidenziare le caratteristiche del monumento e migliorarne la percezione anche nelle ore serali.


La nuova esposizione permetterà ai visitatori di comprendere la storia del manufatto, dalla sua costruzione in epoca romana alle successive trasformazioni, valorizzando un elemento del patrimonio archeologico veronese oggi inserito nel contesto urbano contemporaneo.
Il progetto integra tutela, comunicazione e sostenibilità, trasformando un frammento archeologico isolato in un punto di interesse culturale accessibile e riconoscibile all’interno della città.

